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L’acido mandelico o amigdalico è un alfa-idrossiacido con 8 atomi di carbonio, derivato dall’idrolisi di un estratto di mandorle amare che per le sue peculiarità viene utilizzato per contrastare l’invecchiamento cutaneo, rughe, photoaging, pigmentazione e acne. E’ in grado di esfoliare senza provocare nè bruciore nè rossore anche ad alte concentrazioni, tanto da essere definito peeling dolce.
L’acido mandelico inoltre, non essendo fotosensibilizzante è applicabile in tutti i periodi dell’anno senza controindicazioni.

L’acido mandelico viene anche utilizzato per le sue proprietà antibiotiche e per questo si rileva particolarmente efficace nell’acne infiammatoria, non cistica.
L’acido mandelico ha un’ottima capacità esfoliante, per questo è impiegato per i danni cutanei pervenuti da invecchiamento.

Queste riattivazioni e riparazioni sempre, senza dare ne bruciore ne fastidi, inoltre con l’applicazione dell’acido mandelico, si è dimostrato che, così facendo, funge anche da antibiotico.
Attraverso gli studi fatti sull’acido mandelico si è dimostrato che non è una sostanza fotosensibilizzante e per questo si può utilizzare anche in pazienti con fototipo alto. Infatti, la sua riuscita, anche in questi casi, è ottima.
Attraverso l’impiego dell’acido mandelico diminuiscono i tempi di guarigione delle lesioni.

L’acido mandelico viene, dunque, ben tollerato, senza mostrare effetti collaterali, non si rilevano, con la sua applicazione, fastidi, anzi, utilizzandolo si hanno risultati immediati dando alla pelle luminosità e splendore.
Per questo, l’acido mandelico è considerato un prodotto sicuro, maneggevole e privo di reazioni avverse che allarga molto le possibilità di trattamento degli inestetismi del volto.
Il peeling con acido mandelico risulta un nuovo concetto di efficacia nel campo degli strati superficiali cutanei.

 

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